«Il mondo non s’accorge di quanto si compie di grande in quest’umile casetta. Invece gli Angeli custodi, sotto gli auspici dei quali si fonda la casa, e che presiedono a quanto stiamo compiendo, vedono i in voi le pietre fondamentali su cui s’innalzerà l’edificio di una istituzione, che dovrà portare alla terra una benedizione immensa».
Padre Salerio, sera del 2 ottobre 1859
Questa istituzione che “dovrà portare alla terra una benedizione immensa” è l’Istituto delle Suore della Riparazione, nata il 2 ottobre 1859 a Milano in Via Orti, col nome di “Pie Signore Riparatrici di Nazareth”.
Le Suore della Riparazione sono un Istituto religioso di Diritto Pontificio che si caratterizza:
- per la missione: il fineè la gloria a Dio nella santità di vita e nella partecipazione all’opera redentrice di Gesù, completando «nella propria carne quello che manca alla Passione di Cristo, a favore del Suo corpo che è la Chiesa» (Col. 1,24),al fine di ricondurre l’uomo alla piena dignità in Cristo Redentore e il creato alla bellezza originaria pensata da Dio.
- Nel motto «IN CHARITATE REDEMPTIO», evidenziato nella croce ed espresso nell’amore incondizionato e gratuito dei Cuori SS. di Gesù e Maria. Scrivono in proposito i Venerati Fondatori: «Il Cuore di Gesù sarà il modello di ogni nostra azione e di ogni nostra parola». (Madre Orsenigo: Esortazioni spirituali, 36); «Le regole della vostra condotta dovete attingerle voi stesse, meditandole nel Cuore santissimo ed Immacolato di Maria». (Padre Salerio: Regole 1860 p. 1).
- Negli elementi che caratterizzano la vita religiosa dell’Istituto il cui fulcro è l’adorazione eucaristica riparatrice che, ove è possibile intende essere perpetua. In forza di questo impegno ogni riparatrice si trova inserita in un “turno di adorazione” di tre ore settimanali nelle quali è chiamata a stare davanti al Signore a nome dell’umanità.
- Nell’attività apostolica ad imitazione «delle materne sollecitudini di Maria SS. con le quali prese parte alla redenzione degli uomini e coadjuvò gli Apostoli nella diffusione del Vangelo […], ma prima di tutto nella sua vita umile di Nazaret» (Salerio: Regole 1860 p.2).
Il servizio apostolico viene vissuto nell’educazione delle adolescenti in difficoltà, dei bambini e ragazzi della scuola, nell’assistenza alle persone “più abbandonate e disprezzate” (v. atto di consacrazione), nella visita alle carceri e nell’evangelizzazione.