Cerva assetata
giammai non corse
con tanto ardor;
come quest’alma
innamorata,
per Te sospira,
dolce Signor.
Potrai fuggirmi
potrai celarti,
senza stancarmi
ti seguirò.
(Canzone V)
Cerva assetata
giammai non corse
con tanto ardor;
come quest’alma
innamorata,
per Te sospira,
dolce Signor.
Potrai fuggirmi
potrai celarti,
senza stancarmi
ti seguirò.
(Canzone V)
La nostra collaborazione può permettere alla potenza e all’amore di Dio di diffondersi nella nostra vita e nel mondo, mentre il rifiuto o l’indifferenza possono impedirlo. (192)
In questo tempo di carnevale in cui Dio è più offeso, sentiamo dispiacere o indifferenza per tanti peccati e ingratitudini? … Se non possiamo impedirli, almeno cerchiamo di ripararli amando tanto Gesù per quelli che non Lo amano, adorandoLo, ringraziandoLo per tante povere anime che si dimenticano di Dio e della propria anima. (Esortazioni spirituali, n. 17)
Ella tremando il grande annunzio udìo;
ma rincorata dal celeste Messo,
Facciasi, disse; ed Uom si fece un Dio.
(Sonetto XXXV)
Egli stesso ha accettato di limitare la gloria espansiva della sua risurrezione, di contenere la diffusione del suo immenso e ardente amore per lasciare spazio alla nostra libera cooperazione con il suo Cuore. (193)
Dall’eternità Egli elesse voi ad essere vittime del suo amore, per associarvi al sacrificio del suo Divin Figlio nella riparazione della sua gloria, promovendo con ogni sforzo efficace la salvezza delle anime. (Conversazioni ascetiche, pag. 9-10)
Che cosa è amor divino? …
Sed comprender lo vuoi, fa che’l tuo core
in sé ne accolga una scintilla almeno,
ché mal comprende chi non ama amore.
(Sonetto LXXIV)
Dalla ferita del costato di Cristo continua a sgorgare quel fiume che non si esaurisce mai, che non passa, che si offre sempre di nuovo a chi vuole amare. Solo il suo amore renderà possibile una nuova umanità. (219)
È dunque per essere martiri del suo amore che Dio vi chiama ad essere in questo Istituto. Ma dov’è il Sacrificatore? … Gesù Cristo e la sua carità: ecco il sacrificatore e il fuoco del sacrificio! … E dov’è la vittima? … La vostra volontà, mie carissime! (Conversazioni ascetiche, pag. 9)
Non creder no, che quando in croce eretto
vidi a gli estremi il mio Gesù condutto,
in questo cor sotto un tranquillo aspetto
fosse ogni senso di pietà distrutto.
Anzi al veder quell’adorato oggetto
di sangue e di pallor livido e brutto,
tanto era il duol nell’anima mia ristretto,
che del mar pareggiò l’amaro flutto;
ma pensando che l’uom per Lui salvato
fora a prezzo di sangue, e insiem conquiso
di Lucifero il regno e del peccato,
il decreto adorai, ch’era in ciel fiso,
e perciò volli anch’io che il figlio amato
fosse a tal fine sì crudelmente anciso.
(Sonetto LI)